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Un gruppo di terroristi si infiltra in Tunisia dall’Algeria

 

Un gruppo di terroristi dell'Aqmi

Data: 27 Settembre 2011
Autore: Nicole Touati
Testata: Logan’s centro Studi sul Terrorismo
Titolo: Un gruppo di terroristi si infiltra in Tunisia dall’Algeria
Un convoglio armato, di ben 9 veicoli,  equipaggiato di batterie anti aeree, si è infiltrato nel sud della Tunisia attraverso il confine algerino, non lontano dal confine libico. Lo ha riferito il portavoce del ministero della difesa Haykel Bouzouita. Sembra che la colonna sia stata reperita già qualche  giorni prima da una pattuglia aerea.



Il gruppo armato a bordo di jeep era stato rilevato a circa 80 chilometri dal confine, a Bir Znigra nella regione del Kebili da una pattuglia aerea.

Il gruppo , accorgendosi di essere stato scoperto, quando ha visto arrivare gli elicotteri dell’esercito tunisino, ha iniziato a sparare. L’esercito ha distrutto sette dei nove veicoli del convoglio ed è riuscito a bloccare gli altri due ed a neutralizzarli.

I sopravvissuti del gruppo sono stati arrestati per essere sottoposti ad un’indagine  per capire la loro identità e loro ruolo. E’ stata accertata la morte di sei uomini ma si presume che fossero molto di più , circa una ventina.

Il portavoce del ministero ha anche aggiunto che la battaglia è stata lunga e che i tipi erano persone “tenaci ad agguerriti”.

Altri fonti riportano invece che è stata l’Otan ad avvisare il governo tunisino della presenza del convoglio.

Già nel mese di maggio, un ufficiale ed un soldato tunisino erano stati uccisi durante un scontro a fuoco nella zona di Rouhia. Gli uomini erano appartenenti alle forze di Al Qaeda nel Maghreb Islamico.

Sempre nel mese di maggio, un algerino ed un libico sono stati arrestati a 130 km della frontiera libica ed erano in possesso di esplosivi, di una cintura bomba e di una bomba artigianale.

Alcune informazioni riportano che molti uomini di  Al Qaeda siano già ben impiantati in Tunisia per aiutare i salafiti di Hisb Ettarir fornendo loro soldi e armi per condurre la guerra contro lo stato.

Quale è la strategia militare dell’AQMI?  Per essere precisi, l’Aqmi ha già tentato,  a partire dell’ultima settimana di dicembre 2010, di approfittare del caos per introdursi in Tunisia ed installarci una filiera dell’Aqmi.

Verso metà gennaio, Mounir el-Haidara, uno degli emiri più famosi del jihadismo tunisino è stato incaricato di organizzare il gruppo che doveva infiltrarsi in Tunisia. Quale era l’obiettivo? Riattivare le reti del gruppo  Essouna Wal Djamaa, per farlo diventare il braccio armato dell’Aqmi in Tunisia. Il gruppo , tra l’altro ha condotto la sua prima azione armato nel centro di Tunisi nello stesso momento in cui scoppiava la rivolta libica.

C’è anche il progetto di un nuovo  Afghanistan» nel grande  Sahara; nella Libia vicina, invece, Mounir el-Haidara conclude un accordo con le tribu berbere di  Djebel Nefoussa, al nord: fornitura di armi contro il supporto per mettere in sicurezza le basi di R’mel el-Abaidh, la zona desertica tunisina dove i suoi uomini si sono infiltrati e dove vuole installare dei campi di addestramento per un ramo di Aqmi tunisino.

L’Aqmi, che è attualmente la filiale più attiva di Al Qaeda, ha ricevuto dalla casa madre delle direttive che lo incitano a moltiplicare le azioni terroristiche nel Maghreb e nel Sahel spingendosi in Europa ed in Africa nera. L’obiettivo sarebbe quello di trasformare la regione in una base per una legione jihadista capace di aggredire sia il Maghreb che l’Europa.