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Terrorismo: i rischi dell’asse tra Siria e Iran
Data: 24 gennaio 2006
Autore: Massimo Introvigne
Testata: -
Titolo: Terrorismo: i rischi dell’asse tra Siria e Iran
La visita del presidente iraniano Ahmadinejad a Damasco - che sarà seguita da quella del più fine diplomatico del regime degli ayatollah, Rafsanjani - preoccupa molto l'America e Israele. L'Iran e la Siria sono ai primi posti nella lista degli «Stati canaglia» dell'amministrazione Bush e la loro collaborazione nel sostegno al terrorismo appare sempre più evidente. Prove sono emerse negli ultimi giorni in relazione in particolare a due gruppi: il Jihad Islamico in Palestina e quanto rimane dei sostenitori irriducibili di Saddam Hussein in Iraq.


A differenza di Hamas - che rispetta una tregua di fatto in attesa delle elezioni palestinesi, dove spera in una significativa affermazione - il Jihad Islamico è un gruppo molto più piccolo, privo di radicamento sociale e politico e che «parla» solo attraverso il terrorismo. Dopo un flirt con Al Qaida sembra oggi cercare armi e finanziamenti a Teheran.

In Iraq gli ayatollah iraniani - che hanno il duplice scopo di dare fastidio agli Stati Uniti e al Grande Ayatollah Sistani, loro rivale per il controllo del mondo sciita internazionale - da mesi non possono più sostenere il terrorismo legato ad Al Qaida di al Zarqawi.

Quest'ultimo - attirandosi qualche critica dagli stessi Zawahiri e Bin Laden, che con gli sciiti hanno sempre negoziato - negli ultimi tempi si è chiuso in un fanatismo anti-sciita che considera gli sciiti non musulmani e profana i loro luoghi sacri.

Ecco allora che si realizza l'impensabile: gli ayatollah iraniani si riavvicinano all'ala più estremista dei seguaci di quello stesso Saddam Hussein che per anni è stato il loro più implacabile nemico. Mentre molti «saddamiti» trattano con il governo di Bagdad un rientro indolore nella vita politica.