| Più che una flotta di aiuti umanitari, sembrava una milizia terrorista però hanno sbagliato obiettivo i “ pacifisti “. Visi coperti da kheffie nel puro stile arafatiano , armati di spranghe di ferro, coltelli, armi di vario genere, erano circa 700 ad “accompagnare gli aiuti umanitari per i poveracci di Gaza “. Malgrado il blocco navale militare che impedisce l’accesso alle coste di Gaza per bloccare le numerose navi che trasportano armi , missili ed esplosivi per i terroristi di Gaza che servono a fare saltare per aria i civili israeliani, la “ flotta di aiuti umanitari era deciso a forzare il blocco in maniera prepotente e provocatoria proprio con lo scopo di creare una situazione drammatica come d’altronde è sempre stata la strategia palestinese. Creare morti per impietosire il mondo e fomentare l’odio verso Israele. |
Chiaramente, anche stavolta non sono mancati i rimproveri contro Israele anche se l’evento poteva essere prevedibile; infatti, il caro Erdogan, il premier turco che sta conducendo una campagna di islamizzazione del proprio paese, finora ottimo alleato di Israele e totalmente laico, dopo aver decimato lo stato maggiore delle forze armate , reo di essere laico e di preoccuparsi per questo nuovo vento integralista che soffia sulla Turchia, proprio pochi giorni fa aveva incontrato gli organizzatori di questa flotta ed ha dichiarato pubblicamente che sosteneva la rottura dell’assedio di Gaza. Parole forti e pericolose che dimostrano una volontà di delegittimazione dello Stato di Israele alla propria difesa. Ma veniamo ai fatti reali, appoggiati da filmati che ne provano l’autenticità: La Freedom Flotilla composta d sei navi tra cui tre con bandiera turca e 700 attivisti a bordo si avvicina alle coste. La marina militare israeliana si mette in contatto radio per informare la flotta che sta arrivando su una zona che si trova sotto blocco militare e che le coste di Gaza ed il porto sono interdetti alla navigazione. L’ufficiale radio israeliano informa che non c’è alcun problema per la consegna degli aiuti umanitaria a Gaza; è sufficiente approdare nel porto israeliano di Ashdod e dopo che le merci saranno controllate ( per verificare che non ci sia presenza di armi) saranno messi a disposizioni dei camion per il trasporto delle merci via terra verso Gaza, dopodichè tutti potranno raggiungere nuovamente le loro navi per rientrare. La risposta della flotta è forte e chiara: Negativo, negativo.
Potete vedere voi stessi il filmato cliccando su:
http://www.loganscentrostudi.org/lintimazione-della-marina-israeliana-di-approdare-nel-porto-israeliano.html
Dopo il rifiuto di adeguarsi alla proposta dell’esercito israeliano, questo ultimo decide di salire a bordo per effettuare i controlli necessari. I primi soldati a calarsi dagli elicotteri vengano massacrati da colpi di spranghe di ferro utilizzati dai “pacifisti” , uno dei soldati addirittura viene scaraventato sul ponte inferiore come si può vedere nel filmato successivo, cliccare su:
http://www.loganscentrostudi.org/come-i-pacifisti-terroristi-hanno-attaccato-i-soldati-israeliani.html
L’esercito prende possesso delle navi e le conduce nel porto di Ashdod. A bordo della navi vengano ritrovate numerosi armi che provano che le intenzioni dei pacifisti non erano delle più pacifiche!
Vedere il filmato seguente, cliccando su:
http://www.loganscentrostudi.org/armi-a-bordo-della-nave-per-aiuti-umanitari-a-gaza.html
Il gruppo umanitario che ha organizzato la flotta con il placet di Erdogan è l’IHH e che è un’organizzazione radicale islamica antioccidentale . Il fondatore Bulent Yidirim è molto legato al leader di Hamas a Damasco , Khaled Mashal, e con i Fratelli Musulmani in Egitto. Nel 2006, il Danish Institute for International Studies ha pubblicato un report molto interessante che riferiva sul ruolo delle associazioni caritatevoli islamiche nel network dei reclutamenti e del finanziamento dei gruppi terroristici. Il documento specificava che la maggior parte delle associazioni internazionali caritatevoli islamiche compresa la IHH erano, sotto la loro copertura di provvista di aiuti umanitari, in realtà un gruppo di associazioni che forniva un supporto ad Al Qaeda. In particolare, accusava la IHH di assistere l’insorgenza irachena sannita e ricordava che nel 1997, la polizia turca, durante un blitz, trovò nella sede del quartier generale della IHH ad Istanbul una rilevante quantità di armi, esplosivi ed istruzioni per la costruzione di ordigni. Un membro dell’organizzazione, certo Izzet Sahin, era stato arrestato dalle forze di sicurezza israeliane per aver aiutato delle organizzazioni terroristiche palestinesi.
Per prendere conoscenza del documento , ciccare sul link seguente e leggere dalla pagina 10 alla pagina 14.
THE ROLE OF ISLAMIC CHARITIES IN INTERNATIONAL TERRORIST RECRUITMENT AND FINANCING
Tutti urlano agli assassini, ai mostri e chi più ne ha più ne metta, però qualcuno ci dovrà spiegare come mai sono necessari 800 militanti per accompagnare degli aiuti umanitari, perché una nave crociera nel mezzo, perché queste associazioni umanitarie non hanno mai dato un contributo umanitario a Gaza, perché la presenza di cocktail molotov, coltelli a serramanico, spranghe di ferro, sfollagente e altro armamento da guerilla urbana.
Oramai la parola pacifista è quasi sempre accompagnata da tattiche di guerilla, violenza, fuoco e tutti sembrano abituati a questo tipo di comportamenti sino a giustificare quasi la violenza per la pace, però Israele non assomiglia alle strade europee ove chiunque può permettersi di mettere a fuoco e fiamme le città e rimanere impuniti o tollerare la presenza di centri sociali violenti. Stavolta, troveranno con chi parlare... |