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Processo iniziato per Carlos, lo sciacallo

 

Carlos, lo sciacallo

Data: 8 novembre 2011
Autore: Nicole Touati
Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo
Titolo: Processo iniziato per Carlos, lo sciacallo
E’ iniziato il processo alla Corte di Assisi di Parigi contro Ilich Ramirez Sanchez, detto Carlos, lo sciacallo,  per quattro attentati commessi tra gli anni 82 e 83 e che avevano causato 11 morti e 150 feriti,  in Francia. Il processo si concluderà a metà dicembre.

Gli attentati sono: contro il treno Toulouse-Paris, contro Il Capitole, sede della rivista Al-Watan Al-Arabi, contro la stazione  Saint-Charles de Marsiglia e contro un treno TGV a Tain-L'Hermitage.



Carlos, che oggi ha 62 anni, si è presentato in aula con la solita arroganza che lo ha sempre distinto, ha declinato le sue generalità e quando il giudice gli ha chiesto quale era il suo mestiere, ha risposto con aria soddisfatta: il rivoluzionario!

Erano presenti in aula delle vittime e dei famigliari di vittime degli attentati, però Carlos ha dimostrato una totale indifferenza, anzi, li ha anche provocati con lo sguardo.  

Pochi giorni fa, aveva rilasciato un’intervista ad un giornale venezuelano ed ha rivendicato più di cento attentati terroristici che hanno provocato la morte di quasi duemila persone.

Attualmente sconta la pena dell’ergastolo per l’omicidio di due poliziotti francesi però contesta gli quattro attentati per i quali è sotto processo attualmente.

Tra gli anni settanta ed ottanta, Carlos era famoso per la sua ferocia ; l’influenza del padre , marxista/leninista, convinto della necessaria lotta contro l’imperialismo , lo aveva marcato fin dalla più tenera età. Il padre non mandava neanche i figli a scuola perché a scuola si tenevano lezioni di religione. Poi, Carlos, va a studiare in Russia e torna completamente trasformato, si reca nei campi palestinesi in Giordania ed offre i suoi servizi ed avrà una lunga carriera terroristica.
Negli anni novanta, braccato come un animale, si rifugia in Sudan però nel 94, le autorità che sono in imbarazzo per la sua presenza lo consegnano alla Francia e nel 97, viene condannato all’ergastolo.

Per quanto può sembrare incredibile, questo è il primo processo per terrorismo che Carlos subisce.

Ci sono degli indizi molto seri che portano al coinvolgimento di Carlos nell’attentato alla stazione di Bologna però la pista che la magistratura aveva scelto di seguire fu quella del terrorismo nero e così furono condannati Mambo e Fioravanti.

A difendere Carlos, c’è la sua moglie, l’avvocato Isabelle Coutant-Peyre;  quattordici anni fa, l’avvocato conosce Carlos in carcere e va regolarmente fargli visita nel carcere di “ La Santé”. Carlos si trova in buona compagnia l’ex narco- idattore panamense con il quale conversa spesso in lingua spagnola.

Chi è Isabelle Coutant-Peyre? Subito dopo aver prestato giuramento, nel 1979, incontra l’avvocato Jacques Vergès, durante un processo per il fallimento di un giornale africano. Poco dopo, si associano ed insieme curano la difesa di  Magdalena Kopp, terrorista e prima moglie di Carlos.

La relazione con Jacques Vergès subisce degli alti e bassi e si separano nel 1984. Dopo la separazione tra i due,  alcuni loro clienti scelgano Isabelle. Strana clientela! Tra loro, alcuni nomi famosi: Roger Garaudy, il negazionista o Charles Sobhraj sopranominato “ Il Serpente”, un serial killer francese, attualmente incarcerato in Nepal; Youssouf Fofana, il capo della gang dei barbari, Kemi Seba, il fondatore di Tribu Ka, Alain Solé, un terrorista nazionalista bretone, poi Carlos ma anche membri di Action Directe, implicati nell’assassinio di Georges Besse o cellule comuniste rivoluzionarie belghe. Insomma, un bel portafoglio di clienti.

Quanto il suo mentore, l’avvocato Vergès può aver influenzato le sue scelte? Il fatto sta che anche  lui abbia sposato una sua cliente,Djamila Bouhired e Isabelle sceglie di sposare Carlos, nel 2001 con il rito musulmano perché il terrorista si era convertito all’islam nel 1975.  

Il matrimonio tra i due, chiaramente non passa inosservato e Isabelle è considerata una donna perbene sedotta dal nemico pubblico numero 1. L’impatto mediatico è alto e tre anni dopo, quando nessuno ci pensa più, esce un libro, dal titolo “ Sposare Carlos “ scritto ufficialmente da Joseph Vebret, però l’autore è Isabelle”. Il libro descrive tutto il loro idillio all’acqua di rose con l’inserimento di alcune lettere scritte dal terrorista, insospettabile poeta; “ ti amo di un amore folle esagerato, sfrenato. Amore razionale, responsabile, l’io sacrificato per il noi… “

Carlos chiaramente aveva tutti i vantaggi a sedurre Isabelle anche perché i suoi mezzi finanziari non gli permettevano di assumere avvocati di grido. E’ inoltre risaputo che Isabelle lo ha difeso gratuitamente in tutti questi anni.

Difficile invece capire le motivazioni di Isabelle, sembra che si sia fatta conquistare da una legenda e che il suo ego sia stato compensato nel fatto di essere stata scelta da un soggetto famoso come Carlos che per due decenni ha dato scacco matto alle autorità. Oggi Isabelle rinnega il libro e dice di averlo fatto per soldi all’epoca. Non parla più di unione, si sarà risvegliata, forse e afferma di essere soltanto l’avvocato di Carlos oggi.  

Per questo processo, Isabelle contesta che Carlos non aveva motivazioni per attuare questi attentati mentre secondo l’accusa, questa serie di attentati sarebbe stata orchestrata da Carlos per ottenere la liberazione della sua allora compagna, Magdalena Kopp e di un suo amico svizzero, Bruno Bréguet.

Non ci crederete, però Carlos ha anche i suoi fans! Già nella prima audienza, uno dei suoi più fedeli supporters, il provocatore professionale
Dieudonné  è presente con il comitato di sostegno che ha formato, composto di una decina di adolescenti che indossano una maglietta nera con la bandiera iraniana stampata sopra. I due uomini si sorridono alzando il pugno sinistro.

Dieudonné, che fa di mestiere il comico, distribuisce un volantino celebrante “ la morte dell’eroe Gheddafi sotto i colpi dei mercenari della Nato” , poi tutto il comitato applaude quando Carlos accusa Israele di essere uno stato razzista.

Tra i difensori di Carlos, ci sono anche l’avvocato Bozonnet di Zurigo e l’avvocato Bernard Ripet che inizia a sparare idiozie affermando  che l’istruttoria si è avvalsa di reports provenienti da agenti di vecchi regimi comunisti della Germania dell’est, della Rumania e dell’Ungheria e che tutto questo non regge in piedi e che questi reports non sono affidabili.

Strane affermazioni queste,  da parte degli avvocati di Carlos che è stato ben  nutrito e mantenuto proprio da questi servizi segreti dell’Est.


Avv.Isabelle Coutant Peyre, moglie di Carlos