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Primavera araba o inverno?

 

Kill jews

Data: 27 marzo 2012
Autore: La Redazione
Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo
Titolo: Primavera araba o inverno?
Brutti segnali arrivano dalla Tunisia. Dopo i vari attacchi nelle università ed in alcune zone contro tunisini laici, durante una manifestazione di alcune migliaia di salafisti ed integralisti a favore dell’instaurazione della Sharia come legge unica in Tunisia, uno sceicco, predicatore   salafista ha   chiamato i suoi “fedeli” a prepararsi ad uccidere gli ebrei e lo slogan veniva ripetuto dalla folla inferocita. Le forze dell’ordine non sono intervenute lasciando i manifestanti lanciare questi richiami all’odio ed all’omicidio. Tutto era stato preparato a dovere: palco in piazza 14 gennaio nel centro della città e alti parlanti.



Per vedere il filmato, cliccare:

http://www.youtube.com/watch?v=9hav_BCLGs0&feature=player_embedded

Sono riusciti anche a salire in cima all’orologio che si trova in piazza ed hanno installato la bandiera nera salafista.

Una cosa di questo tipo non si era mai visto in Tunisia, infatti da secoli la comunità ebraica è sempre stata rispettata e la convivenza non aveva mai creato alcun problema.

Durante la stessa manifestazione, un altro predicatore, tra l’altro funzionario al ministero degli Affari Religiosi ha lanciato un appello per chiamare ad uccidere Béji Caïd Essersi, ex primo ministro, tutto il suo “clan” e tutti i “burguibisti”. Tutta la folla riprendeva gli slogan di morte.

Domenica 25 marzo, dei salafisti hanno anche aggredito degli artisti che avevano organizzato uno spettacolo culturale davanti al teatro di Avenue Bourguiba. Inizialmente hanno impedito  lo spettacolo e poi hanno iniziato ad insultare e lanciare dei proiettili diversi contro gli artisti che erano seduti sui gradini del teatro. La polizia è prima intervenuta per ristabilire l’ordine creando un cordone di protezione poi improvvisamente, e non si è capito per quale motivo , il cordone si è dissolto e i salafisti si sono precipitati contro gli artisti che sono fuggiti, in parte nel teatro ed in parte nelle strade.
 

Intanto, è tornato in patria l’islamista radicale Tareq Maaroufi che è stato rilasciato dal carcere belga dopo dieci anni di incarcerazione. Arrestato a Bruxelles, il 18 dicembre 2001, per essere uno dei responsabili europei della rete di Al Qaeda, era anche coinvolto nell’omicidio del comandante Massoud, capo dell’alleanza del nord in Afghansitan il 9 settembre 2001, due giorni prima dell’attentato del 11 settembre. Maaroufi è stato graziato dalla giustizia belga per l’amnistia generale del 14 gennaio 2012. E’ stato accolto all’aeroporto da una banda di salafisti che inneggiavano ad Allah U Akbar per ricevere il figlio prodigo.

Ogni forma di islamismo radicale era fortemente represso durante il governo di Ben Ali ed ogni individuo indottrinato al jihad era considerato come soggetto pericoloso che meritava il carcere. Ora, quelli che erano in carcere o che si nascondevano per le loro idee estremiste sono usciti alla luce del giorno e non c’è più bisogno di andare in Pakistan o in Afghanistan per essere indottrinati; ora, sono i predicatori che si spostano e  si parla di jihad apertamente nei luoghi pubblici, nelle moschee e sui palchi! Impunemente, si grida che uccidere gli ebrei è un dovere e si aggredisce chi non sposa le teorie estremiste e nessuno interviene. 

Ci chiediamo come mai, il governo tunisino tace? Ennahda, il movimento islamista che si pretende moderato non vuole privarsi di una gran parte della sua base elettorale.

C’è stata un’intervista interessante al ministro degli interni tunisino del quotidiano “ Le Monde “: il ministro dichiarava con una teoria rocambolesca, che i servizi di sicurezza avrebbero infiltrato i salafisti e sarebbero aspettando il momento idoneo per agire dopo aver smascherato i principali individui pericolosi. C’è addirittura chi ipotizza che coloro che predicano dei discorsi radicali non sono altro che questi infiltrati per cercare di attirare i soggetti con tendenze islamiste. Ma per piacere!!!