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La strage di Tolosa

 

Le quattro vittime trucidate di Tolosa

Data: 21 Marzo 2012
Autore: Nicole Touati
Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo
Titolo: La strage di Tolosa
L’orrore firmato Al Qaeda! Quattro morti, tra cui tre bambini ed un rabbino, un adolescente che combatte tra la vita e la morte e vari feriti; questo è il bilancio della strage di Tolosa.

Subito tutti hanno diretto la loro attenzione verso un killer neo-nazista, idea assurda in quanto ci sono degli elementi evidenti  che portavano verso una pista islamista: il primo è che un neonazista non avrebbe mai colpito dei paracadutisti, che da sempre è stato un reggimento che portava a destra e questo in tutti i paesi del mondo, secondo punto in questi giorni c’è l’anniversario del cinquantesimo anno dell’indipendenza in Algeria ed il terzo è il punto che il killer portava una telecamera al collo, tecnica jihadista di riprendere le immagini degli attentati per divulgarle su internet.



Immediatamente, abbiamo capito che l’attentato contro l’esercito francese riportava alla presenza delle forze armate francesi in Afghanistan e che l’omicidio dei bambini alla scuola ebraica di Tolosa voleva essere una vendetta per le presunte uccisioni di bambini palestinesi. L’ultimo fatto era molto chiaro per la scelta del terrorista di uccidere soprattutto bambini tra tutta la folla che si trovava intorno alla scuola. L’assassino ha rincorso all’interno del cortile della scuola una delle bambini, prendendola per i capelli e sparandogli a bruciapelo.

Da stanotte, la casa del killer, certo Mohamed Melah, in rue du Sergent Vigné a Tolosa, è circondata dalla polizia e sono entrati in azione gli uomini del RAID, la squadra speciale della polizia francese. Due fratelli dell’omicida sono stati arrestati; infatti, è grazie all’indirizzo IP del computer di uno dei fratelli che la polizia è riuscita a localizzarlo. La madre è stata  interpellata e portata sul posto  per cercare di convincere il figlio ad arrendersi però si è rifiutata di farlo dichiarando che da tempo non aveva nessuna influenza su di lui. Sarebbe interessante capire quale è il ruolo della madre in tutto questo e perché si sia rifiutata di intervenire; ogni madre per evitare la morte al figlio lo avrebbe fatto!

L’uomo, se può essere qualificato tale, ha una grande voglia di chiacchierare e dopo aver ferito due agenti sta comunicando attraverso la porta con i negoziatori. Ha dichiarato che ha commesso gli attentati contro i para per la presenza dell’esercito francese in Afghanistan e che ha ucciso i bambini ebrei per vendicare la morte dei bambini palestinesi uccisi dall’esercito israeliano. Si dichiara mujahid salafista appartenente ad Al Qaeda,

Chi è l’assassino? Ha 24 anni, ha la cittadinanza francese ed è di origine algerina, si è addestrato in Afghanistan nei campi di Al Qaeda e faceva parte di un gruppo che è stato dissolto alla fine del mese di febbraio su ordine del ministero degli Interni francese per i suoi ideali. Con un decreto dissoluzione , il ministro ordinava che l’imam estremista del gruppo fosse espulso e che l’associazione “Forsane Alizza“ –i Cavalieri dell’Orgoglio -  composta di circa cento membri doveva essere dissolta. Il gruppo era accusato di formare alla lotta armata ed attentare alla forma repubblicana del governo francese, e presentava una carattere da gruppo di combattimento. Con il suo richiamo all’instaurazione di un califfato e l’applicazione della Svaria in Francia, l’associazione rimetteva in questione il regime democratico francese.  Il responsabile dell’associazione Mohamed Achamlane rifiutava la laicità e rivendicava sul sito il suo sostegno agli integralisti. Il 10 febbraio,  Achamlane, è stato condannato a quattro mesi di carcere in condizionale per provocazione alla discriminazione razziale.  Inoltre, nel suo sito, l’associazione che comprendeva molti video, pubblicava che “ la lotta armata è possibile se l’islamofobia si intensificherà” e che il reclutamento per “soldati” era aperto con l’appello: “ se apprezzate gli sport di combattimento, allora il vostro profilo corrisponde alle nostre esigenze, inch’allah!”

In quanto all’imam colpito di decreto di espulsione, Mohammed Hammami, la commissione di espulsione  verso la Tunisia, si riunirà soltanto il 15 maggio. L’imam è un tunisino di 76 anni ; è accusato di var richiamato a “ frustare a morte le donne adultere e di aver tenuto dei propositi violentemente antimesiti e discriminatori.Hammami è uno dei responsabili dell’associazione “Foi et pratique” – Fede e Pratica – una sezione del Movimento radicale dei Tabligh.
Ecco in quale ambiente gravitava Mohamed Melah, il killer di Tolosa, inoltre, emergono dei fatti inquietanti: l’uomo era conosciuto dai servizi, aveva dei trascorsi giudiziari, si era recato ben due volte in Pakistan nel 2010 e 2011 ed era stato arrestato a Kandahar durante il suo secondo soggiorno; le autorità afgane avevano avvisato la polizia francese ed era stato soltanto inserito nello schedario del RG, i  servizi francesi.  

Ora ci chiediamo come mai un soggetto del genere non sia stato controllato da vicino? Forse sempre per evitare di essere chiamati islamofobi o Allafobi secondo l’ultima moda.

Un altro fatto scandaloso arriva invece da un incontro organizzato dall’Unrwa a Bruxelles sulla gioventù palestinese: Catherine Ashton, alto rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione Europea ha avuto la faccia tosta di fare un discorso tracciando un parallelo tra  l’affaire di Tolosa e le operazioni antiterrorismo israeliane dichiarando: “Quando pensiamo a quello che è accaduto oggi a Tolosa, quando ricordiamo ciò che è accaduto in Norvegia l’anno scorso, quando apprendiamo ciò che sta accadendo in Siria, quando vediamo ciò che accade nella striscia di Gaza e in altre parti del mondo, ricordiamo ragazzi e bambini che hanno perso la vita”.

Le reazioni israeliane non si sono fatte attendere, e il ministro degli esteri di Gerusalemme, Avigdor Lieberman, dalla Cina ha preteso che la Ashton ritiri immediatamente ciò che aveva dichiarato aggiungendo che  “Israele è uno dei paesi più morali al mondo ,  le Forze di Sicurezza israeliane, benché da decenni debbano combattere terroristi che agiscono deliberatamente nel mezzo delle aree più popolate, fanno ogni sforzo possibile per ridurre al minimo i danni ai civili, anche quando questi difendono i terroristi. Nessun esercito al mondo si comporta in modo etico quanto le forze israeliane; sovente i soldati israeliani mettono in pericolo la loro stessa vita pur di minimizzare i rischi per la popolazione civile. I bambini la  cui sicurezza dovrebbe preoccuparsi Catherine Ashton sono quelli che vivono nel sud di Israele, sotto la costante minaccia dei razzi lanciati da Gaza”. Bisogna ricordare che la settimana scorsa, sono stati lanciati ben duecento missili Grad nel sud di Israele sulle città colpendo un asilo nido ed una scuola però questo come al solito rimane unapiccola notizia di cui i media preferiscono non parlare.

Soltanto il giorno dopo, il portavoce della Ashton ha diffuso un comunicato stampa con il contenuto seguente: “ condoniamo con forza le uccisioni alla scuola Ozar HaTorah di Tolosa  e le parole  pronunciate lunedì dall’alto Rappresentante europeo all’evento organizzato dall’Unrwa sono state gravemente distorte da una delle agenzie stampa. Catherine Ashton intendeva solo “fare riferimento a tragedie che comportano la morte di bambini in varie parti del mondo senza fare nessun parallelo fra le circostanze dell’attacco a Tolosa e la situazione a Gaza”.

I soliti sporchi giochi di parole, al quanto nauseanti….

Questa continua falsa propaganda antisraeliana che riferisce di bambini palestinesi uccisi sostenuta addirittura da rappresentanti ufficiali è veramente scandalosa. Ci riporta ad una altro episodio di alcuni giorni fa: il 10 marzo, una funzionaria dell’ONU, Khulood Badawi, ha pubblicato su Twitter una foto di una bambina palestinese sanguinante tra le braccia del padre. Nel testo che accompagnava la foto, il testo recitava che la bambina era stata ferita dagli israeliani in un ondata di violenza per divulgare la “ brutalità israeliana”. La fotografia che era in possesso dei Reuters , in realtà, era una foto di un incidente avvenuto a Gaza nel 2006 e che non aveva alcun legame con le forze israeliane. La Badawi è stata vergognosamente smascherata ed interpellata, con le prove alla mano, si è rifiutata di ritrarre.

Una petizione che ha portato più di diecimila firme è stata inviata all’ONU per chiedere il licenziamento della bugiarda. Potete comunque firmare anche voi, inseriamo la petizione nel nostro sito o ciccando direttamente dal link seguente:

Help us get the UN's attention. Sign the petition demanding the immediate firing of Khulood Badawi. Click here.

Questo tipo di propaganda serve a fomentare forme di odio che possano portare a stragi come quella di Tolosa!

La falsa informazione su Twitter