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La reazione dell’Iran al report dell’AIEA

 

Attacco ad Osirak

Data: 23 novembre 2011
Autore: La Redazione
Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo
Titolo: La reazione dell’Iran al report dell’AIEA
L’AIEA finalmente ha redatto il report sulla realtà delle intenzioni dell’Iran al riguardo delle sue ricerche sul nucleare che conferma che l’Iran sta sviluppando armi nucleari.

La pubblicazione del report ha seguito a distanza di poche settimane l’accusa di Washington di coinvolgimento nel terrorismo dell’Iran per aver organizzato degli attentati sul suolo americano mirati ad uccidere l’ambasciatore dell’Arabia Saudita e israeliani.



E’ovvio che il programma nucleare crea non poche preoccupazioni sia agli Usa che ad Israele che sono coscienti che la minaccia iraniana riguarda loro in particolare.

Teheran, incoraggiata dal sostegno della Russia e della Cina che hanno espresso la loro opposizione ad ulteriori sanzioni contro l’Iran dopo il report dell’AIEA, reagisce in maniera inappropriata come è di suo solito.
Continua ad esprimere il suo desiderio di annientare Israele e minaccia di ritorsioni in caso di attacco da parte degli israeliani che invece stanno prendendo seriamente in considerazione l’idea di un attacco preventivo contro le strutture iraniane.

La decisione di attaccare che sembra tra l’altro l’unica soluzione purtroppo deve anche considerare le alleanze che l’Iran si è creata in Medio Oriente; hli Hezbollah, Hamas e la Siria che in questo momento ha le sue gatte da pelare e che non dovrebbe creare grossi problemi in caso di attacco israeliano.

Intanto, Ahmadinejad ha dichiarato che l’Iran non fermerà il suo programma nucleare ed ha espresso la sua piena ostilità verso gli Stati Uniti, non mancando di deridere il presidente americano, Obama, specificando che tutti i paesi del mondo provano repulsione quando sentano il nome di Obama. Un bel smacco per il presidente americano che sperava in un dialogo!

Durante una cerimonia all’accademia militare, il 10 novembre, il leader supremo iraniano, Ali Khamenei ha dichiarato che i nemici ed in particolare l’America con i suoi regimi da pupazzi ed il regime dello  stato sionista devono sapere che l’Iran non è aggressiva nei confronti di nessuna nazione però risponderà con forza risoluta a qualunque aggressione o addirittura minaccia. Secondo i suoi discorsi, il “mite” Iran non starà a guardare e metterà in marcia la sua potente struttura militare ed il suo Corpo delle Guardie Rivoluzionarie contro chiunque pensi di attaccarlo.
 
Il 9 novembre, il capo di stato maggiore iraniano,  intervistato su Al Alam TV, ha risposto che se l’Iran dovesse essere attaccata, la sua reazione non si limiterebbe al solo Medio oriente e che ha numerose “carte” da giocare contro gli americani, inglesi e sionisti. 

Già, nel mese di luglio 2010, furono fatte minacce chiare di colpire gli USA e l’Inghilterra  sul proprio territorio,  pubblicate dal quotidiano Kaykhan, vicino a Khamenei.

" Loro – gli americani – sanno che un eventuale guerra contro l’Iran non fermerà le rappresaglie sui confini dell’Iran e nel Golfo Persico però si estenderanno alle acque internazionali ed anche nel cuore di Washington, Londra e Tel Aviv. Le capacità delle Forze iraniane possono colpire il nemico sul territorio americano ed europeo “.

Cosa fare dopo tutte queste minacce? Una cosa è certa: questo bisogno di lanciare minacce nasconde certamente una strategia per terrorizzare il nemico per impedirgli di intraprendere qualunque azione bellica, e  se l’Iran fosse già pronto, avrebbe già dato qualche segnale. Questo bisogno di provocazioni ci fa invece pensare  temono molto di essere attaccati e che non sarebbero in grado di difendersi.
Un altro aspetto interessante da prendere in considerazione è la reazione del popolo oppresso iraniano: come si comporterebbe in caso di attacco? Forse sarebbe un’occasione per liberarsi di un regime tirannico? Forse questa è l’unica soluzione per aiutarli a ribellarsi?

Noi pensiamo che l’attacco sarebbe opportuno adesso, prima che siano veramente pronti! Vediamo i precedenti casi di attacco:

Il 6 settembre 2007, l’aviazione israeliana bombardò e distrusse un impianto siriano destinato ad accogliere un reattore nucleare segreto, chiaramente non dichiarato all’AIEA. La Siria denunciò Israele per aver attaccato la Siria senza motivi bombardando una zona agricola spopolata ( alla faccia della zona agricola) e poi in seguito alla pubblicazione di alcune foto satellitari che dimostravano che c’era infatti una struttura, cambiò versione parlando di una vecchia caserma in disuso   cercando di fare credere che gli israeliani si fossero divertiti ad attaccare per puro divertimento però Assad si brigò ad inviare ruspe e bulldozer per cercare di cancellare ogni traccia dell’impianto. Soltanto dopo, un report confermò l’esistenza dell’impianto incriminato.

Nel 1975, Saddam Hussein si reca in Francia per prendere accordi con Chirac e visita il centro di Cadarache che si occupa di ricerca nucleare e nel mese di novembre un accordo di cooperazione e fornitura  che parla di utilizzo pacifico del nucleare è firmato tra i due paesi. L’Iraq intende dotarsi di due reattori: il primo è Osirak e il secondo , più piccolo Isis.

Il 6 aprile 1979, un comando israeliano distrugge la cisterna del reattore Osirak con delle bombe all’interno della fabbrica francese. Il danno è riparato però nella notte tra il 13 e 14 giugno 1980, un comando uccide l’egiziano Yahya Al-Meshad, membro della Commissione atomica  irachena in un albergo di Parigi e alcuni ingegneri del  CEA ricevano delle lettere di manacce.
Il 30 settembre 1980, all’inizio della guerra tra Iraq ed Iran, due F4 iraniani attaccano con dei missili il centro di ricerca di Tuwaitha a Bagdad ma senza riuscire a colpire direttamente i due reattori  Osirak e Isis.

Finalmente, con l’operazione Opera, sarà l’aviazione israeliana con otto F-16 e F-17 e 16 bombe di una tonnellata ciascuna a distruggere i reattori, il 7 giugno 1981, per impedire all’Iraq di dotarsi dell’arma nucleare. 
 
L’operazione non è quindi una “mission impossibile” e considerando la gravità delle scoperte dell’AIEA - il dispositivo di cui si stanno dotando gli iraniani fa uso di un composto molto particolare, uranio-deutico che produce un flusso di neutroni in grado di  innescare una reazione nucleare a catena – forse un attacco preventivo sarebbe auspicabile. Il composto tra l’altro viene utilizzato dai cinesi e pachistani ed è quasi certo che sia stato  Abdul Qadeer Khan, lo scienziato pachistano che ha creato l’atomica in Pakistan ad aver venduto il segreto agli ayatollah iraniani ma anche ai siriani e ai libici.

Gli Stati Uniti e l’Inghilterra non escludono un attacco , l’Unione Europea in aspra le sanzioni economiche però è molto probabile che siano gli israeliani ad agire. L’unica problematica potrebbe essere la necessità di sorvolare l’Arabia Saudita per poter attaccare l’Iraq ma è anche molto probabile che l’Arabia concederà in forma informale il permesso anche perché l’Iran costituisce per costoro un grande rischio che questo attacco eliminerebbe.