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La primavera araba

 

Gheddafi ucciso

Data: 28 ottobre 2011
Autore: La redazione
Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo
Titolo: La primavera araba
Primavera araba? Forse, però certamente inverno occidentale! Gli stati europei dimostrano sempre maggiormente una debolezza ed un atteggiamento alquanto preoccupante.

Iniziamo con il caso Gheddafi: dopo averlo onorato e lodato per anni, addirittura permettendogli di installare le sue tende in posti come l’Eliseo a Parigi ed avergli baciato la mano, inaspettatamente, all’inizio delle rivolte in Libia,  i governi europei gli hanno girato le spalle riconoscendo il CNT come interlocutore ed inviando le proprie forze armate a bombardare le postazioni di Gheddafi.



Il 20 ottobre, gli aerei della NATO rilevano il convoglio sul quale Gheddafi cerca di fuggire da Sirte e lo bombardano senza dimenticare di avvisare i ribelli. Quattro veicoli sono colpiti e il “colonnello, si nasconde  in un tunnel.

Quando viene scoperto dai ribelli, cerca di arrendersi urlando “ non sparate, non sparate però viene linciato e seviziato con un bastone secondo le peggiori tradizioni barbare. Nessuno interviene per impedire le atrocità, anzi i ribelli ridono e urlano a squarcia gola la loro soddisfazione invocando “Allah U-Akbar! ”, “ Dio è grande! ”  come se Dio potesse essere soddisfatto di questi orrori. Poi, terminano la loro opera uccidendolo a sangue freddo.

Potete vedere i filmati della sevizia e del linciaggio sui link seguenti, però sconsigliamo fortemente alle persone sensibili di visionarli perché sono immagini shock.

http://www.loganscentrostudi.org/gheddafi-seviziato.html

http://www.loganscentrostudi.org/il-linciaggio-di-gheddafi.html

Il vero scandalo è che nessun  governo abbia  protestato, anzi tutti zitti e buoni, qualcuno ha anche dichiarato la propria soddisfazione per la fine della guerra. Il buon Obama, presidente degli Stati Uniti, si è espresso al riguardo dichiarando che “ Inizia una nuova era! “.

Di quale era sta parlando? Forse non si rende conto che siamo in presenza del più grande processo di islamizzazione fondamentalista della storia?

Mustafa Abdel Jalil, numero uno del  CNT, Consiglio di Transizione Libico,  ha palesemente dichiarato, dopo essersi inginocchiato per pregare durante la cerimonia per la liberazione della Libia, che tutte le leggi che contraddicono i principi dell’islam saranno annullate e che la svaria sarà applicata come base della nuova legislazione!

E questo dovrebbe essere il processo democratico della Libia? Lontano da noi, l’idea di difendere Gheddafi che non era altro che un folle e un terrorista con molti morti sulla coscienza però secondo i principi propri della democrazia, aveva il diritto di essere processato  e ricevere anche una condanna a morte però con una sentenza vera e propria e non  linciato, seviziato  ed ucciso da una banda di barbari sanguinari .

Ciò che è veramente rivoltante è che tutto questo è accaduto con la complicità dell’occidente. Non dobbiamo dimenticare che con la morte di Gheddafi, vengano sepolti molti segreti che probabilmente avrebbero creato molti imbarazzi…

Ma passiamo ad altre realtà,  come la Tunisia, per esempio: anche qui il “ processo di democratizzazione” ha portato a delle elezioni libere e sorpresa! Ha vinto il partito islamista Ennahda con più del 40%!

Lo sapete che cosa significa? Significa che la Tunisia farà enormi passi indietro, altro che democrazia! Occorre intanto sapere che la Tunisia era stata il primo paese islamico ad aver concesso dei diritti notevoli alle donne come nessun altro , era un paese molto aperto verso l’occidente ed aveva dei concetti laici; questa svolta riporterà il paese verso il medio evo.

Pochi momenti fa, giunge la notizia che sono scoppiati scontri e violenze nelle strade tunisine dopo alcuni mesi di calma. La rivolta è scoppiata perché l’alta commissione per le elezioni ha escluso la lista Petition Populaire e ha tolto i seggi nella nuova  Assemblea ai candidati che li avevano vinti dopo le prime elezioni democratiche dopo la caduta di Ben Ali, con la motivazione che molti dei candidati erano stati sotto il regime di Ben Ali.

La rivolta è iniziata a Sidi Bouzid, dove alcune centinaia di persone arrabbiate sono scese in piazza e che la sede del partito Ennahda è stata attaccata. Le forze di sicurezza sono intervenute lanciando i gas lacrimogeni per disperdere la folla.  Governi diversi però stessi sistemi !

Rachid Gannouchi, leader di Ennahda, che teme chiaramente nuove rivolte, si è sbrigato a rilasciare dichiarazioni, affermando che il partito islamico non intende imporre la sharia ma che sarà preso a modello la politica dell’AKP di Erdogan, premier della Turchia.

La rivolta è iniziata quando il leader di Petition Populaire, Hachemi Hamdi, è stato intervistato alla radio francese Express. Hamdi ha rivelato che nel luglio 2008, gli aveva chiesto il suo aiuto per mediare con Ben Ali.

Chi è Rachid Gannouchi? Segue l’ideologia islamista, quella dei Fratelli Musulmani,  e ha passato più di vent’anni in esilio a Londra; è tornato dopo la caduta di Ben Ali. Aveva fondato il Movimento della Tendenza islamica però nel 1984, viene recluso per tre anni e condannato a morte sotto il governo di Bourghiba. Gode dell’amnistia  dopo il  colpo di stato di Ben Ali. Nel 1991, viene dichiarato fuori legge dallo stesso Ben Ali con l’accusa di cercare di organizzare un rovesciamento delle istituzioni.

Gannouchi riesce a rifugiarsi in Inghilterra dove ha vissuto fino alla caduta di Ben Ali.

La sua storia ed il suo vissuto assomigliano in maniera impressionante a quella di Khomeini. Alcuni giorni fa, sul quotidiano Libero, in una notizia unica, intitolata “ Tournée in Italia dei Fratelli Musulmani” viene riportato che è stata deposta un’interrogazione parlamentare a firma di Souad Sbai, al riguardo della tournée italiana di Rachid Gannouchi . Infatti, alcuni deputati del PDL si erano accorti che si svolgeva in Italia una campagna elettorale per i tunisini che potevano votare anche all’estero . Gannouchi era arrivato in Italia per sponsorizzare l’elezione di Osamam al Saghir, candidato in Italia per la lista Ennahda.