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Kamikaze in Russia ed in Dagestan

 

La kamikaze Zhannet Abdullaieva, 17 anni con il marito.

Data: 7 aprile 2010
Autore: La Redazione
Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo
Titolo: Kamikaze in Russia ed in Dagestan
Nel settembre nero del 1999, una serie di attentati causò più di trecento morti e marcò l’inizio del terrorismo ceceno.

Una nuova ondata di attentati ha colpito la Russia e l’area circostante; prima, due attentati nella metropolitana di Mosca, due donne kamikaze.

Zhannet Abdullaieva, 17 anni, si è fatta esplodere alla stazione  Lubyanka; indossava una cintura bomba imbottita di tritolo uccidendo circa 25 persone. Viveva a Kostek, un villaggio  nel distretto di Khasaviurt. E’ la vedova di Umalat Magomedov, alias  Albar, un capo guerriglia del Daghestan che è stato ucciso durante una sparatoia con le forze dell’ordine, il 31 dicembre 2009. ( Nella foto)



La seconda kamikaze che è esplosa nella stazione del Parco della Cultura,  uccidendo  14 persone, è Markha Ustarkhanova, cecena di 20 anni, vedova di un altro guerrigliero ceceno, Said-Emin Khazriev, morto nel mese di ottobre 2009  durante la preparazione di un attentato contro il presidente ceceno Ramzan Kadyrov.
Erano state accompagnate da altre due donne, le loro guide spirituali, fino alle stazioni scelte come risulta dalle immagini della videosorveglianza. In tutto, le due donne hanno utilizzato più di tre chili di tritolo.
L’attentato è stato rivendicato da Doku Umarov, leader dei ribelli islamici ceceni che ha dichiarato che l’intento era di  distruggere gli infedeli e di vendicarsi di Putin per la sua politica nel nord Caucaso.
Per vedere le immagini dell’attentato  di Euronews:
 HYPERLINK "http://it.euronews.net/2010/04/02/attentato-nel-metro-la-foto-di-una-delle-due-kamikaze/" http://it.euronews.net/2010/04/02/attentato-nel-metro-la-foto-di-una-delle-due-kamikaze/
L’ultimo attentato nella metropolitana di Mosca risale al 6 febbraio del 2004 tra le stazioni di Avtozavodskaïa e di  Paveletskaïa durante il quale morirono  41 personne e altre 250 furono ferite.
Neanche dopo 48 ore, altri due attentati sono avvenuti nella città di Kyzliar con 11 morti tra i quali il capo della polizia locale, il colonnello Vital Vedernikov e sette funzionari della polizia  e decine di feriti. La provocazione dei terroristi è stata alta: il kamikaze. Vestito da poliziotto,  si è fatto saltare in area in un luogo pubblico quindi con l’intento di colpire dei civili,  a trecento metri dagli uffici del FSB, servizi segreti russi , che non è altro che l’ex KGB che ha cambiato soltanto il nome non la sostanza.  

Il direttore  del  FSB, Alexandre Bortnikov è in contatto continuo con il presidente Medvedev ed il primo ministro Putin.
Infine, una bomba è esplosa sui binari ferroviari nel Daghestan facendo saltare un treno merci. Fortunatamente, non ci sono vittime però questo fatto avviene quattro mesi dopo il deragliamento del treno Nevski Express che collegava Mosca a San Pietroburgo e che aveva causato 39 morti e 250 feriti il 27 novembre 2009. Anche se il direttore delle ferrovie, Vladimir Iakounine, aveva invocato un attentato, probabilmente, il governo russo aveva preferito non divulgare notizie a questo proposito per non allarmare la popolazione. E’ facile da dedurre che i terroristi hanno deciso di farsi sentire con una serie di attacchi a catena per non passare inosservati.  
La reazione non si è fatta attendere: il presidente russo ha promesso vendetta però la vendetta più temibile è probabilmente quella di Vladimir Putin che in materia di determinazione conosce il fatto suo.