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In tv la minaccia di bin Laden: «Guerra tra Islam e Occidente»
Data: 26 aprile 2006
Autore: La Redazione
Testata: Il Corriere Canadese
Titolo: In tv la minaccia di bin Laden: «Guerra tra Islam e Occidente»
Torna a farsi vivo lo sceicco del terrore: in un messaggio indirizzato all'emittente tv satellitare araba Al Jazeera, Osama bin Laden ha lanciato ieri nuovi anatemi contro gli Stati Uniti e i Paesi europei, ma ha anche allargato lo scontro proclamando che tra Islam e Occidente è ormai guerra aperta e il boicottaggio occidentale del governo palestinese guidato da Hamas dimostra che è in corso una guerra "crociato-sionista" contro i musulmani.


Ancora una volta il famigerato capo di Al Qaeda ha scelto di non mostrare la sua immagine e di limitarsi a far giungere al mondo solo la sua voce registrata, che secondo prime analisi appare proprio la sua. Una tecnica adottata sin dal 10 settembre 2003, data a cui risale il suo ultimo video, che lo mostrava mentre cammina su un sentiero di montagna assieme al suo braccio destro Ayman al Zawahri. Da allora, solo cassette audio, cinque, l'ultima delle quali è stata diffusa il 19 gennaio scorso.

Questa volta, l'uomo ritenuto responsabile degli attacchi dell'11 settembre 2001 agli Stati Uniti ha espresso i suoi pensieri sulla Palestina, sull'Iraq, sul Sudan e sulle ormai celebri vignette sul Profeta Maometto pubblicate per la prima volta in Danimarca nel settembre dello scorso anno. «Coloro che hanno recato danno al Profeta siano consegnati ad Al Qaeda», ha detto la voce attribuita al terrorista più ricercato al mondo, precisando che tale richiesta è analoga a quella fatta dagli Stati Uniti alle milizie dei talebani di «consegnare loro bin Laden dopo gli eventi dell'11 settembre 2001». I musulmani, ha detto, devono «continuare la loro campagna di appoggio al Profeta estendendo il boicottaggio agli Usa e ai Paesi europei che hanno solidarizzato con la Danimarca».

I popoli dell'Occidente, secondo il capo di Al Qaeda, condividono la responsabilità della «guerra contro l'Islam» condotta dai loro Paesi, perché «la guerra è una responsabilità condivisa tra il popolo e i governi. La guerra continua e la gente rinnova la sua fedeltà ai suoi governanti e padroni». I popoli dell'Occidente «mandano i loro figli negli eserciti a combatterci e continuano il loro appoggio finanziario e morale, mentre i nostri Paesi vengono bruciati, le nostre case bombardate e la nostra gente uccisa». I leader occidentali, si afferma ancora nel messaggio, «non vogliono una tregua, a meno che non sia solo da parte nostra...». Nel messaggio, bin Laden, che ha vissuto in Sudan negli anni '90, esorta quindi i suoi sostenitori a «prepararsi ad una guerra di lunga durata» nel Darfur, la provincia occidentale del Sudan dove è in corso una guerra civile fra la maggioranza nera, cristiana e animista, e bande di ribelli arabi (janjaweed). E ancora: gli Usa hanno «usato le differenze tra alcune tribù per trasformarle in una cieca guerra e mandare le loro truppe per occupare la regione e rubare il petrolio». «Questa è una guerra crociato-sionista contro i musulmani e io invito i mujaheddin e i loro sostenitori in Sudan e nella penisola araba a preparare quanto necessario per una lunga guerra contro i crociati».