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Il terrorista di Times Square |
 L'immagine ripresa dalla telecamera del terrorista di Times Square | Data: 7 maggio 2010 | | Autore: La Redazione | | Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo | Titolo: Il terrorista di Times Square | | Faisal Shahzad, questo è il nome del terrorista autore dell’attentato fallito a Times Square. Trentenne pachistano che ha ottenuto la cittadinanza americana solo un anno fa, Faisal è figlio di un ufficiale originario di Nowshera dove la famiglia è ancora proprietaria di beni immobiliari. |
Shahzad è sposato ed ha due figli; per tre anni vive in una villetta a Shelton e subito dopo aver ottenuto la cittadinanza, parte per il Pakistan, affitta una casa a Karachi e dopo un mese fa arrivare la moglie ed uno dei figli , abbandonando la loro casa nel Connecticut; lui invece si reca a Peshawar che si trova vicino al confine con l’Afghanistan, vicino alle zone tribali dove si nascondono i talibani. Dopo circa cinque mesi, nel mese di febbraio, rientra negli Stati Uniti da solo e prepara il suo attentato: fare scoppiare un autobomba caricata anche di gas e di benzina nel cuore di Times Square.
Fortunatamente, un venditore di magliette, ex combattente nel Vietman si accorge dell’auto e da l’allarme.
Dalle immagini delle telecamere, gli inquierenti risalgono all’autore e Shahzad viene catturato il lunedì sera alle 23.45 mentre si trova già a bordo su un volo della Emirates Airlines per Dubai.
Shazad figurava già sulla lista No Fly List ed adesso le autorità americane dovranno capire come mai la compagnia degli Emirati Arabi lo abbia lasciato salire a bordo, complicità o negligenza?
Shazad, interrogato, confessa di aver frequentato un campo di addestramento talibano e di Al Qaeda in Pakistan, di aver acquistato il Suv via internet ed incontrandosi con il venditore in un parcheggio nel Connecticut per prelevare il mezzo, un Nissan Pathfinder del 93, pagandolo in cash, di aver assemblato l’ordigno e di aver portato l’autobomba a Times Square lasciando lì e di essere fuggito. Ha sostenuto di aver agito da solo e di non avere complici cosa molto improbabile visto la complessità dell’organizzazione.
I talibani hanno rivendicato l’attentato però malgrado questa rivendicazione ci sono ancora degli scettici che ne dubitano perché secondo le loro analisi, i talibani non avrebbero la capacità organizzativa per farlo. In realtà, occorre ricordarsi che i talibani sono sempre alleati con Al Qaeda e che pochi giorni prima dell’attentato il leader talibano Mehsud lanciava minacce di attentati suicidi contro le città americane tramite un video. Questo è l’undicesimo attentato fallito negli States dopo l’11 settembre. |
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