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I jihadisti che volevano colpire Bologna e Milano |
 Logo di AQMI - Al Qaeda nel Maghreb islamico. | Data: 27 aprile 2010 | | Autore: La redazione | | Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo | Titolo: I jihadisti che volevano colpire Bologna e Milano
| | E’ stato richiesto il rinvio a giudizio dei cinque jihadisti che volevano compiere attentati nella metropolitana di Milano e a San Petronio a Bologna prima delle elezioni politiche del 2006 , che progettavano attentati anche in altri stati e che reclutavano terroristi da inviare in Iraq ed in Afghanistan. L’udienza si terrà la settimana prossima. |
La cellula salafita avendo come capo Sabri Dridi, in carcere da tempo per altre accuse, era composta di un tunisino, Houssein Tarkhani, arrestato il 4 giugno 2009, e di altri tre membri, due marocchini ed un algerino, tuttora latitanti.
Le accuse sono pesanti: associazione con finalità di terrorismo in Italia e all'estero, di finanziamento del terrorismo internazionale, di reclutamento e addestramento di numerose persone inviate in Iraq ed Afghanistan al fine di compiere attentati contro obiettivi civili e militari.
I luoghi erano stati scelti per dei motivi ben precisi: perché la basilica bolognese di San Petronio conserva un affresco che rappresenta la cacciata di Maometto all’inferno e Milano , perché è la città di Berlusconi. Reo di aver aver collaborato con americani e inglesi in Iraq.
Il gruppo apparteneva alla filiera terroristica GSPC con sedi in Marocco, Algeria e Siria , aggregata ad Al Qaeda nel Maghreb Islamico che ha per obiettivo colpire il Nord Africa , l’Europa ed il Medio Oriente.
Houssein Tarkhani è stato bloccato in Sicilia e si trovava nel centro di prima accoglienza di Caltanissetta. Nel 2006, era riuscito a fuggire nascosto nel furgone di Sabri Didri dopo che aveva appreso dell’imminente espulsione di alcuni maghrebini accusati di volere compiere attentati in Italia. Era ignaro del fatto che il gip di Milano avesse emesso il provvedimento di espulsione anche nei suoi confronti ed è rientrato in Italia su un barcone con altri clandestini.
Per realizzare i loro progetti di reclutamento, addestramento ed invio di terroristi nelle zone medio orientali, spacciavano droga. I Ros hanno identificato Koutari Bouchaib e Ghayour Amine, entrambi di Casablanca, idurante le operazioni di spaccio e li hanno immortalati tramite le loro telecamere. Coscienti che i cellulari potevano essere intercettati, utilizzavano i phone center. |
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