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Gli Hezbollah turchi operano in Italia

 

Arresto di un hezbollah turco

Data: 23 febbraio 2012
Autore: La redazione
Testata: Logan’s Centro Studi sul terrorismo
Titolo: Gli Hezbollah turchi operano in Italia
In questi giorni è uscita una notizia che può sembrare incredibile ma non lo è purtroppo; da un’inchiesta condotta dalla Procura di Terni: la Digos ha scoperto un’organizzazione composta di cittadini turchi  che ha delle ramificazioni sia in Italia che nel resto del mondo e che si occupava di immigrazione clandestina.

Dopo averli fatto entrare sul territorio italiano molti di questi stranieri chiedevano lo statuto di rifugiati e dichiaravano di essere stati torturati nel loro paese di origine o dichiaravano di appartenere al partito politico legato al PKK per sottrarsi all’estradizione.



L’organizzazione si occupava di tutta la logistica, e forniva vito ed alloggio e poi, inserivano i clandestini nelle catene di ristorazione “Kebab” riconducibili agli Hezbollah turchi. I guadagni di queste catene servivano a finanziare l’organizzazione terroristica.

Tutto è iniziato quando un cittadino turco è stato arrestato in Lombardia perché pendeva su di lui un mandato di cattura internazionale per terrorismo;

L'indagine ha avuto inizio con l'arresto in Lombardia di un cittadino turco destinatario di mandato di cattura internazionale per terrorismo che ha fatto emergere l’esistenza di una filiera importante: partendo dalla lavorazione della carne, alla sua distribuzione all’ingrosso, la vendita al dettaglio ed infine nei punti di ristoro, il gruppo terroristico si finanziava.

Terni, Roma, L'Aquila, Modena, Milano, Trieste, Como, Venezia, Latina e Viterbo sono le città per ora coinvolte in questo traffico e sono stati scoperti sei cittadini turchi , capi locali dell’organizzazione:
A.S. di 37 anni, U.F. di 43 anni, E.V. di 38 anni, A.M. di 31 anni; A.I. di 32 anni, K.M. di 53 anni, e di una donna italiana B.S. di 46 anni, rea di aver rilasciato  illegalmente  a cittadini stranieri le autorizzazioni per l’apertura e la conduzione di  esercizi pubblici.

Altre due cittadine ucraine, K.M. di 30 anni 30 e O.L. di 31, ree di  favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sono state messe agli arresti domiciliari. In tutto sono circa trenta persone denunciate e tra di loro c’è anche un avvocato di Terni ed un medico di Roma.