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Gli Hezbollah nel mondo

 

Hezbollah Venezuela

Data: 23 febbraio 2012
Autore: Nicole Touati
Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo
Titolo: Gli Hezbollah nel mondo
Da quando è stata creata, dopo il colpo di Stato contro lo Scià d’Iran, la Repubblica Islamica fondata dall’Ayatollah Khomeini  ha creato una rete di propaganda, guerilla e terrorismo tra le più estese nel mondo grazie al loro braccio, gli Hezbollah.  

Molti pensano che gli Hezbollah operano soltanto in Libano e che hanno un solo nemico, Israele; niente di più errato. Grazie alla pubblicità che gravita intorno ad ad Al Qaeda, questa rete è diventata temibile perché è riuscita a non farsi notare dai media e dalla comunità internazionale. Questo gruppo che dobbiamo chiamare “Hezbollah globale” agisce per conto di Teheran in tutto il mondo.



Coinvolti anche in traffici di droga, gli Hezbollah si sono alleati con i cartelli della droga ed in particolare con gli Zetas in Messico. C’è da dire tra l’altro che gli Hezbollah hanno una presenza molto marcata in Sud America .

Secondo un’inchiesta delle autorità smerciane, c’è un dossier che lega il partito sciita libanese, una banca di Beirut, i cartelli della droga colombiani e gli Zetas messicani.  La banca libanese coinvolta si troverebbe al centro di un complesso circuito di riciclaggio di denaro e di traffico di droga.

Ayman Joumaa, di 48 anni, che è stato latitante e poi arrestato è responsabile di aver consolidato questi legami ; Il libanese è accusato di aver trafficato almeno 85 tonnellate di cocaina..

La DEA, Drug Enforcement Administration ha accusato pubblicamente la Libanese Canadian Bank; la vendita di quest’ultima alla  Societé Générale de Banque in Libano ha rilevato i metodi che gli hezbollah utilizzavano per finanziarsi. Il riciclaggio era una delle attività principali della banca poiché si trattava di diverse centinaia di milioni di dollari all’anno che venivano girati tra diversi conti – circa duecento- intestati a “uomini d’affari sciiti” che vivevano all’estero.
Il “giro” permetteva agli Hezbollah di fuggire da ogni controllo.

Vediamo come il sistema funzionava: la droga prodotta in Colombia era spedita in Africa per giungere poi alla sua destinazione finale, l’Europa. I soldi raccolti era spedito tramite degli agenti di cambio alla Lebanese Candian Bank che reinvestiva i soldi in due modi: il primo consisteva ad acquistare dei bbeni prodotti in Asia ed inviati in Sud America per essere venduti e pagare in questo modo i cartelli della droga , il secondo invece consisteva in acquisto di auto usate negli Stati Uniti che dovevano essere rivendute in Africa e il cui beneficio veniva rimesso sul circuito finanziario e l’altra parte veniva trasportata in contanti da una rete di passeurs fino al Libano via Ghana.
 
Il New York Times pubblicò un articolo secondo il quale un agente della DEA sottocopertura era entrato in contatto con un libanese vicino agli Hezbollah per trasportare un carico di droga, si trattava di 950 chili che sono stati poi trasportati prima in Siria, via la Giordania ed il Libano sotto la scorta degli Hezbollah che ne garantivano la protezione.

Oltre che a questi guadagni, gli Hezbollah ricevano ogni anno circa 200 milioni di dollari dall’Iran e un’altra somma consistente arrivava anche da Damasco.

Ma questi non sono gli unici mezzi di sostentamento: Gli Hezbollah da anni svillupa in America latina altre attività di tipo criminale redditizie. Trafici di esseri umani, contrabbando di sigarette, contraffazione e fraudi finanziarie sono all’ordine del giorno. 

Soltanto nel “triborder”, zona di frontiera che si trava tra il Brasil, il Paraguay e l’Argentina, gli affari aggirano intorno ai dieci milioni di dollari all’anno. La sfera si è allargata anche in Cile ed in Venezuela. Dall’arrivo al potere di Chavez, gli iraniani ed iraniani hanno potuto installarsi tranquillamente in Venezuela godendo pienamente della simpatia del potere politico. Il vice ministro incaricato della sicurezza urbana, Dott.Tark el Ayssami intrattiene le relazioni dirette con gli Hezbollah.

Ghazi Nasr al Din et Fawzi Ka'nan, due libanesi con cittadinanza venezuelana, che avevano dei legami finanziari molto stretti con gli Hezbollah si sono visti bloccare i loro fondi dal Washington.

Gli Hezbollah sono presenti anche sull’isola di Margarita, zona franca dove molti espatriati shiiti libanesi vivono. Questo luogo serve a delle transazioni finanziarie ma è famoso anche per la fabbricazione di falsi documenti; Probabilmente sembrerà strano però gli hezbollah sono diventati i leader al mondo per la fabbricazione di
passaporti, visti e moneta falsi.

Molti attivisti hezbollah vengano introdotti negli Stati Uniti al fine di raccogliere dei fondi per finanziare il movimento praticando la “zakat” presso la popolazione libanese immigrata. Se si considera che il Libano ha una popolazione di quattro milioni di abitanti, la comunità shiita libanese espatriata nel mondo conta invece ben dodici milioni di persone.

L’aspetto più preoccupante invece è quello della costituzione di cellule dormienti; in caso di un conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran, le cellule clandestine sarebbero pronte a compiere attentati sul suolo americano.