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Criminalità al servizio del terrorismo

 

I falsi dinari.

Data: 14 luglio 2010
Autore: Nicole Touati
Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo
Titolo: Criminalità al servizio del terrorismo
La Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Napoli ha effettuato un’operazione di grande rilievo in Campagnia , Puglia e Piemonte che ha colpito un’organizzazione internazionale di falsari che ha portato a 22 ordinanza di custodia cautelare; è stata sequestrata una tipografia  clandestina a Giugliano di Napoli dove sono stati ritrovati 345.000 biglietti in valuta algerina  da 1000 dinari ognuno contraffatti  e migliaia di banconote false da 100 euro.



L’organizzazione era collegata a dei gruppi terroristici maghrebini legati ad Al Qaeda. Molti si chiederanno dove è il nesso però è semplice da capire.
Da anni, il terrorismo ha creato dei forti legami con la criminalità organizzata; il primo motivo è quello di avere dei supporti logistici locali non indifferenti; secondo , un certo genere di traffici come quello della droga che è un importante sorgente di finanziamenti del terrorismo deve passare obbligatoriamente dalla criminalità organizzata locale ed altre attività come i documenti falsi, contraffazione di denaro e di marchi vengano condivise tra queste due realtà.

Già nel 2006, il procuratore Pietro Grasso, responsabile della Direzione Nazionale Antimafia, denunciava certezze relative ad un’alleanza sul territorio italiano tra la criminalità organizzata, narcotraffico e terrorismo.  
Tornando al caso di cui stiamo parlando l’indagine era iniziata a partire di un fatto accaduto il 30 novembre 2006; un camion trasportante 44 bobine di carta filigranata, che viene utilizzata per la fabbricazione delle banconote , prodotta in Germania per conto della Banque d’Algérie viene rapinato a Marsiglia. Dopo due anni, il 28 settembre 2008, la polizia francese arresta due tunisini che trasportavano nei loro bagagli 51 milioni di dinari falsi, fabbricati proprio con la carta che era stata rubata durante la rapina di Marsiglia.

Nel  2009, vengano trovati a Napoli, 350.000 banconote false di 1000 dinari per un valore complessivo di tre milioni e mezzo di euro in una tipografia clandestina a Giugliano di Napoli e vengano nella stessa occasione ritrovati quattro delle bobine di carta scomparse nel 2006.
Il fatto ha allertato il governo algerino sulla probabile presenza di rete terroristica in Europa che pianificava degli attentati in Algeria. Arrivano in Italia degli investigatori algerini per indagare sul caso. C’è da aggiungere che i dinari algerini  sono una moneta che può essere utilizzata soltanto in Algeria ed in nessun altro paese al mondo, non essendo una valuta di scambio.
Tra gli arrestati, c’è Gaetano Beneduce, boss del clan camorristico Longobardi, Claudio Scalpellini, grande esperto di falsi milanese che lavorava a Lione.

Proprio a Lione, nel 2009, 14 persone erano state arrestate ed era stata scoperta un’altra tipografia, quella dei fratelli Durand in rue du Lac piena di biglietti 1000 dinari falsi come quelli ritrovati in Italia.
I biglietti erano quasi perfetti in quanto i falsari hanno messo a punto un sistema complesso: prima hanno trovato un informatico per numerare i biglietti, un genio  di Saint Etienne che crea un programma molto vicino alla realtà  che permette di numerare i falsi in modo aleatorio in tre punti come i veri biglietti algerini.
La polizia francese è sulle loro tracce e l’avventura termina sul parcheggio del fastfood Quick di Saint Genis Laval. L’informatico ha appena consegnato 8.000 placche di falsi biglietti numerati ai lionesi quando la polizia li arresta. Dopo qualche giorno altre sei persone sono arrestate a Lyione ed altre sei a Montélimar , saint Etienne e Parigi. Rischiano trenta anni di reclusione e 450.000 euro di multa.