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Arrestati i terroristi dell’attentato alla metro di Mosca

 

Maryam, la vedova nera kamikaze.

Data: 14 luglio 2010
Autore: Nicole Touati
Testata: Logan’s centro Studi sul Terrorismo
Titolo: Arrestati i terroristi dell’attentato alla metro di Mosca
Otto terroristi sono stati arrestati in Daghestan:  sei donne  kamikaze e due uomini tra i quali uno che è stato l’accompagnatore di una delle terroriste che si sono fatte saltare nella metro di Mosca  il 29 marzo. L’attentato aveva provocato 40 morti e 121 feriti.

L’operazione è stata condotta nell’ambito di una retata a Makhachkala in Daghestan Gli individui che sono stati arrestati durante una retata si apprestavano a commettere altri attentati nel centro della Russia.



Tra le sei donne, c’è anche una ragazza di quindici anni e quattro di loro sono delle vedove di ribelli islamisti del Caucasio uccisi dalla polizia. Sono stati sequestrati armamenti e parrucche che dovevano servire durante gli attentati. Durante le perquisizioni, sono state trovate anche alcune lettere nelle quali, le donne spiegavano ai propri famgliari di voler morire commettendo attentati kamikaze ed invitavano le loro sorelle a fare altrettanto.
Dopo l’attentato alla metrò, il presidente Medvedev ha dimostrato di intendere seguire il modello di repressione del suo maestro, il primo ministro Vladimir Putin  chiedendo, con un tono brutale,  alle forze di sicurezza russe di prendere delle misure “ più efficaci, più crudeli e più dure per combattere la  feccia responsabile degli attentati” . Ha anche aggiunto che “ le persone che vivono nel Caucasio sono dei cittadini della Russia , non persone di origine caucasa . Non è una provincia straniera , è il nostro paese” .

Nello stesso periodo degli attentati di Mosca, altri due attentati suicida avevano ucciso dodici  persone a Kizlyar tra cui nove  poliziotti russi; dopo pochi giorni, due militanti sono stati uccisi ed un terzo ferito nel Daghestan , vicino al confine con la Cecenia nell’esplosione della loro auto che trasportava una bomba artigianale.

Negli ultimi mesi, due islamisti di alto rango stati uccisi però la polizia non è ancora riuscita a scovare Dokou Oumarov, capo dei terroristi ceceni , che aveva rivendicato la paternità degli attentati alla metro.
Dokou Oumarov, ha affermato che gli attentati di Mosca rappresentavano una rappresaglia in seguito all’omicidio di civili da parte delle forze di sicurezza russe. Quarantacinquenne, ha combattuto le due guerre cecene contro i russi per ben 15 anni prima di prendere la leadership del gruppo terroristico islamico nel 2006 annunciando un cambio di strategia: non si trattava più di ottenere l’indipendenza della Cecenia ma di lavorare alla nascita di un Emirato Islamico nel Nord della Caucasia di cui si è autoproclamato l’Emiro. Riceve dei finanziamenti da Al Qaeda che in questo modo si autogarantisce una forte presenza anche da questa parte del mondo e che ha come obiettivo la destabilizzazione della Russia che,  come gli Stati Uniti , si trova in prima linea nella lotta alla jihad globale.

Si indaga fortemente su finanziamenti e reclute che arrivano dal mondo arabo ed è oramai chiaro che i fondamentalisti abbiano “contaggiato” i terroristi musulmani russi.
La particolarità del terrorismo islamista russo e ceceno è proprio l’utilizzo delle vedove nere; dal 2000, circa trenta donne kamikaze sono morte durante attentati suicida. Sono state utilizzate per fare saltare aerei, metro, hanno guidato camion bomba, hanno partecipato all’attentato di Beslan non esitando a prendere in ostaggio centinaia di bambini e sono diventate l’incubo dei russi.

Ma come queste donne vengano coinvolte? Alcune tesi riportano che sono drogate e violentate per costringerle a partecipare però sono delle fantasticherie insensate. Sono semplicemente scelte in base alla loro vulnerabilità, manipolate psicologicamente ed indottrinate come i loro colleghi maschi utilizzando la religione in modo fanatico  e la vendetta come supporto.