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Al Zawahiri, il suo primo messaggio come capo di Al Qaeda |
 Ayman al Zawahiri, nuovo capo di Al Qaeda | Data: 28 luglio 2011 | | Autore: Nicole Touati | | Testata: Logan’s Centro Studi sul Terrorismo | Titolo: Al Zawahiri, il suo primo messaggio come capo di Al Qaeda
| | Per la prima volta dalla sua nomina come nuovo capo di Al Qaeda, Al Zawahiri è apparso in un video messaggio che è stato diffuso sui siti integralisti. Nel suo messaggio, non fa nessun riferimento al suo nuovo ruolo e si limita per circa sette minuti a parlare dello scenario siriano. Chiama il popolo della Siria a non allearsi con i colonialisti e i nuovi crociati e lancia un’accusa ben precisa contro il presidente Assad che definisce, il capo di una banda di criminali.
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Accusa anche gli Stati Uniti di aver cambiato rotta, prima alleati di Assad e poi alleati dei manifestanti che si sono sollevati contro il regime. Secondo Al Zawahiri, gli USA starebbero complottando per sostituire Assad con un altro uomo politico scelto in base agli interessi americani e per tutelare il confine con Israele.
E piuttosto strano e direi anche inquietante, che dopo un cambiamento di leadership della più importante rete terroristica di tutti i tempi, il nuovo leader nel suo primo video messaggio non affronti argomenti che riguardano le linee guide che saranno seguite sotto il suo comando ma che si concentra soltanto sul problema siriano. L’argomento sembra rilevare un importanza notevole, che cosa si nasconde dietro? Quali sono i programmi di Al Zawahiri?
E’ chiaro che da tempo, Al Qaeda è alla ricerca di uno stato base per condurre il Jihad; ha provato in Iraq, dopo aver perso l’Afghanistan. E possibile o direi più che probabile che Al Qaeda possa aver preso di mira la Siria, approfittando del caos che vi regna, della debolezza di Assad che ha sempre dimostrato di essere un fantoccio e della ribellione dei siriani per tentare di inserirsi. Certo bisogna tener conto anche della posizione geografica della Siria che potrebbe essere strategica per Al Qaeda.
Occorre precisare che in Siria, già la presenza di Al Qaeda è certa: alcune settimane fa, furono ritrovati i corpi di 120 soldati siriani uccisi a Jisr al Shugur e le modalità crudele con le quali i soldati sono stati uccisi riportano direttamente ai metodi di Al Qaeda e non certamente ai manifestanti che si stanno opponendo al regime di Assad. Il Libano che oramai ha un nuovo governo con maggioranza Hezbollah e che è sostenuta da Michel Aoun, cristiano maronita è molto preoccupato del destino della Siria e del suo governo. Gli Hezbollah costituivano con Assad e con l’Iran un’alleanza pericolosissima. La new entry di Al Qaeda in Siria potrebbe sconvolgere i piani stabiliti e si potrebbe assistere ad un altro sconvolgimento in questa parte del Medio oriente.
Anche la Turchia sembra piuttosto inquieta di ciò che accadde aldilà del suo confine ; Erdogan, anche se condanna duramente Assad per i suoi metodi repressivi cerca comunque di rimanere prudente. Sembra che sia molto difficile avvicinare i settemila profughi dalla Siria che sono ospitati nei campi Yayladagi e Alkinazu, proprio su direttive di Erdogan per evitare che possano raccontare le violenze subite in Siria. Intanto, in Siria, i disordini proseguano ed è ormai quasi certo che Assad dovrà arrendersi, questa situazione non potrà durare più di qualche mese per andare verso un governo di transizione però se Al Qaeda penetrerà all’interno di questo scenario la situazione sarà piuttosto complicata e focosa. |
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